lunedì 27 ottobre 2014

Sfida ai fornelli in onda su La7. Le ricette preparate in trasmissione



PENNETTE IN SALSA DI CORALLO CON VODKA E SALVIA D'ANANAS
& CAKE AL MASCARPONE DOLCE CON MARMELLATA DI ARANCE

 

Pennette in salsa di corallo di capesante
con vodka e salvia d'ananas

mezze pennette rigate
capesante
panna liquida per cucina
vodka
carote
succo di lime
zest di lime
salvia di ananas
sale

Bollire e salare la pasta.
Tagliare a piccoli cubetti la parte bianca delle capesante, cuocerli per pochi minuti in poco olio e succo di lime; verso la fine della cottura sfumare la vodka.
Preparare a parte la cremina color arancio con il corallo delle capesante,
carote grattugiate, sale e panna. Unire le due salse e condire la pasta. Aggiungere a piatto finito il fiore della pianta d'ananas.



"Dolce Uovo"
... ho disegnato un uovo in chiave dolce!

Cake al mascarpone dolce con marmellata di arance

 

1 uovo
zucchero a velo
mascarpone
biscotti
burro
marmellata di arance

Preparare una crema con il tuorlo e lo zucchero a velo.
Montare a neve l'albume e aggiungerlo, senza far incorporare aria, nella crema prima preparata; aggiungere il mascarpone e continuare a lavorare.
Preparare una base di biscotti triturati e assemblati con burro fuso.; versarvi la crema al mascarpone e disegnarvi sopra un tuorlo d'uovo con una quenelle di marmellata di arance.
Rifinire con zest di arance.

E poi la terza ultima prova di presentazione.

Fiori in pasta di zucchero assemblati con un po' di marmellata
e frutti rossi per dare colore alla base verde...

Essential chic per soli tre minuti di preparazione!

martedì 7 ottobre 2014

80 voglia di moka”. Viaggio nella storia del caffè


Intuito geniale o provvidenza divina, dalla sua prima entrata in scena tra tradizioni e leggende, il caffè grazie all’intraprendenza di viaggiatori, avventurieri e botanici ha raggiunto ogni dove ed oggi accompagna e appassiona.


Fiori bianchi dal profumo intenso, frutto carnoso come una ciliegia: il caffè, diavolo o panacea di tutti i mali?


Era il 1592 quando il botanico e medico Prospero Alpino parlava di una bevanda molto usata in Egitto, la caova, e ne esaltava gli usi curativi; la comparsa in Europa è datata presumibilmente 1615, grazie ai mercanti veneziani che seguivano le rotte marittime verso l’Oriente; non mancarono certo remore e pregiudizi religiosi e culturali che fecero presto a diffondere l’idea del caffe quale bevanda dagli effetti diabolici, perché nera o perché dal sapore amaro, di certo perché proveniente dall’Oriente islamico; Angelo Rambaldi ne esaltava invece le proprietà curative. Sorseggiandone una tazzina, Papa Clemente VIII alla fine lo battezzò e la prima bottega aprì i battenti nel 1683 a Venezia.

In occasione dell’80esimo compleanno della famosa caffettiera Bialetti, le Scuderie di Palazzo Ruspoli a Roma propongono (fino al prossimo 12 ottobre) un lungo ed emozionante viaggio alla scoperta della storia del caffè e della moka.


In esposizione esemplari della popolare Bialetti mai presentati al pubblico, dalla capostipite Moka Express edizione 1933, le successive evoluzioni, fino alla versione dei nostri giorni.
La prima moka in esposizione è un esemplare in ottone nichelato e legno datato 1880/1900, a pressione con vapore; è torinese uno dei primi modelli ad adottare l’attacco a baionetta nel portafiltro; sarà poi il rame a diventare il dettaglio estetico caratteristico dei primi modelli domestici elettrici; pian piano arriva anche il fischietto per avvisare durante l’erogazione di caffè, con il modello prodotto tra gli anni ‘20 e ‘30 a Milano.
Si approda alla cultura partenopea del caffè con la napoletana Adelie, prodotta da un artigiano argentiere, esemplare di pregio rispetto ai modelli comuni in latta all’epoca, in argento e interamente cesellato a mano. Si possono ammirare le prime manopoline con cui si selezionava quale doppio erogatore attivare ed un esemplare con globi in vetro a tenuta stagna l’uno con l’altro.
Fino ai primi del dopoguerra la moka era un prodotto artigianale, pochi i pezzi realizzati e con una distribuzione limitata. È grazie all’intuizione di Alfonso Bialetti che inizia una seconda vita del caffè, fatta di convivialità domestica, pubblicità e “tanto carosello”! Nasce la moka stretta in vita come una donna dell’epoca e dalla forma ottagonale in alluminio, caso unico di design industriale che subirà nel corso del tempo solo poche modifiche. Brevettata, presto icona del design made in Italy e nel 2008 parte delle collezioni ufficiali del Museum of Modern Arts (Moma) di New York, a titolo permanente come esempio di sintesi del design italiano tra innovazione, tecnologica ed eleganza e funzionalità.

La mostra si conclude con un caffè ovviamente…! fatto assaporare prima in chicchi con la descrizione dei sentori, e offerto dopo in degustazione, da sorseggiare mentre si legge alle pareti della pianta, della sua raccolta, dell’estrazione del seme, della tostatura e dello stoccaggio con tanto di piantine ai tavoli.

 

giovedì 25 settembre 2014

#pasticceriaragionata: le paste lievitate… ma con la semola!



Ieri abbiamo “ragionato un po’” su babà, plumcake e frolle… ma preparati con la semola! C’era lui, Armando Palmieri, chef pasticciere nostro collaboratore e portavoce della #pasticceriaragionata, c’era la semola della Selezione Casillo e c’erano tutti gli allievi del corso organizzato presso Eataly a Roma.
Il "pasticciere in movimento” (così noto ai social follower), insieme a Paolo Sanguedolce di Casillo, ha proposto alcune preparazioni lievitate alternative sfruttando tutte le potenzialità della semola ed io, tra i #golosicuriosi coccolati dal profumo di uova, burro, zucchero e limone, ho assistito al nascere e apprezzato all’assaggio.
Mai un attimo fermo al suo bancone di dimostrazione, Palmieri girovaga tra le postazioni dei partecipanti con sicurezza e cordialità, e con le mani sporche di impasto per accompagnarti nel contatto con la materia, a sua detta “la cosa più bella”, mostrando il giusto fare, spiegando tempi e modalità di preparazione degli impasti, dosi ed errori da evitare.
Il tono di voce è quello dell’esperto che risponde alle domande degli allievi, proprio lui, Palmieri, l’esperto della nostra rubrica online NoixVoi 2.0 (http://www.pasticceriaextra.it/features/noixvoi2-0.html).
La “poetica del babà” ha colpito per i suoi toni e i versi (come da licenza) partenopei, nel descrivere i riti dei vecchi pasticcieri napoletani. “Il babà è pronto quando sbatte” dice, insegna ad ascoltare il suono dell’impasto in lavorazione che cambia e poi pirla, strizza e posa. Spiega poi che “è la bagna che ammazza il babà”: preparato lo sciroppo con acqua, zucchero e limone, vi immerge il grande dolce e mostra le bollicine quando preme la superficie con il dito. Quando è pronto da sfornare il plumcake con il metodo bignè, nessuno invece resiste (compresa la sottoscritta) ad assistere alla “prova spugna”: un quadratino nella mano che stringe perde tutto lo sciroppo e, al rilascio, si ricompone nella forma iniziale, è questa la prova che la maglia dell’impasto con semola è perfetta come deve essere, solo poco più tendente al giallo.
Più volte durante il corso, da buon laureato in Storia dell’Arte, Palmieri si "perde" tra i consigli tecnici e sconfina nella storia dei dolci, confessando di non resistere alla delizia di aneddoti e personaggi addietro.

Chiara Mancusi
per Pasticceria Internazionale






martedì 5 agosto 2014


 Little Choc Apothecary

http://www.chocny.com/

 
Sarà il fiore di ciliegio appoggiato sul piattino da tè decorato in stile vintage, oppure sarà il cupcake del logo in homepage delicato nel rosa della glassa a decoro… ma ci piace questo Little Choc Apothecary, il progetto della giovane Julia Kravets, un approccio olistico al dessert, un sito internet all’insegna del colore pastello e di dolci creazioni.
È un “piccolo choc” che regala armonia, rispecchiando la mia dimensione di “dolce caos”, fatto della passione per lo stile vintage, per le chine colorate dei miei disegni e per il bello e buono di una pasticceria anglo-americana che amo preparare per gli amici.
Little Choc è tante cose, è una caffetteria che serve dessert vegani, una crêperie e un bar con un’ampia selezione di te. E qui uova, latticini, zucchero bianco raffinato e ingredienti trasformati restano fuori.
In un luogo come Little Choc vai per vivere la creatività del cibo e l’arte. Un esempio è la tela di gelato, una piastrella di dolce freddo color bianco servita insieme ad un set di piccoli barattoli in vetro con colori commestibili e pennelli. Puoi guardare il tuo gelato come se fosse una tela vuota e iniziare a decorare il tuo dolce.

Oltre un centinaio di diverse erbe sono in vendita, da acquistare così come sono, oppure in miscela su richiesta in base alle proprie preferenze, suddivise per categorie nella sezione web Apothecary: Fresh Mint & Rose, Cleanse, Smile & Sunshine, Digestion, Energy e Beauty. Le crêpes sono preparate con burro di noci, crema di nocciole e cioccolato, accompagnato da latte di mandorle. Vengono utilizzati solo ingredienti biologici locali e di stagione, per garantire il gusto e la freschezza, e ridurre anche l’impronta di carbonio. Tutto all’insegna del benessere.

Little Choc aprirà il prossimo autunno a Brooklin! Julia hopes to see you there!
http://www.chocny.com/

lunedì 4 agosto 2014

“…Come una Santarosa: limone e cioccolato” Miss Apple al SantaRosaConcaFestival


 


Lo scorso 1 agosto l’eccellenza dolce campana è stata di scena in una posizione di assoluto privilegio: tra terrazzamenti lussureggianti di uliveti, vigneti e limoneti, e sullo sfondo l’antico Convento di Santa Rosa dove nasceva nel lontano 1700 la sfogliatella. Presso il Belvedere Hotel a Conca dei Marini in Costiera Amalfitana, una giuria di eccezione, con Sal de Riso e l’Executive chef del Monastero Santa Rosa Hotel Christoph Bob, ha decretato la Migliore Sfogliatella 2014.
Scegliere è stato difficile, la differenza era solo un dettaglio. I cinque maestri pasticcieri finalisti in concorso al SantaRosaConcaFestival hanno nobilitato la tradizione dolciaria campana con eccellenti rivisitazioni della sfogliatella, declinata per l’occasione nei sapori dei limoni d’Amalfi e del cioccolato. Noi di Pasticceria Internazionale insieme ai presenti siamo stati piacevolmente intrigati nella scoperta dell’accoppiata limone e cioccolato.
Vincitrice la presentazione “…Come una Santarosa: limone e cioccolato” del giovane Francesco Guida del ristorante “Osteria Nonna Rosa” di Vico Equense: una delizia dal gusto straordinario costituita da una base di pasta frolla, crema pasticcera e limone candito abbinata ad una copertura di sfogliatella riccia; ad accompagnare una quenelle di cioccolato aromatizzato alla menta.
La preparazione al bicchiere “Aragostina Amalfitana” del vincitore della scorsa edizione Giuseppe Manilia della Pasticceria Orchidea di Montesano Scalo (Salerno) ha colpito per la musicalità all’assaggio, cioè la croccantezza della sfoglia ad indicare la freschezza del prodotto; la boule al cioccolato al latte e il croccantino con la julienne di limone candito hanno impreziosito il tutto.


“Ciocoriccia Lemon” è la rivisitazione retrò della forma classica della sfogliatella con una copertura al cioccolato amaro di Marco Ferrero della Pasticceria Napoletana di Taranto. Il pasticciere si è definito testimonial del passato e non ha volutamente stravolto la tradizione, presentando la sfogliatella con il tappo fatto a mano, il ripieno di semola, ricotta e un pizzico di cannella come vuole la vecchia ricetta, innovando solo con i canditi di limone della costiera, la copertura, i ciuffetti di crema al limone e le amarene affogate anch’esse nel cioccolato.


Presentazione scenica premiata come Miglior Progetto Copertina de “La Mitra” di Imma Ferraro a lavoro iniseme a Scabin al Plupum. Rivisitazione in chiave street food della sfogliatella presentata al piatto, pensata come omaggio al Patrono di Napoli San Gennaro: una tripla crema fatta di semola, ricotta e limone con gocce di cioccolato fondente. Il ghiaccio secco nell’ampollina che pulsa e macchia il piatto a significare la fede, la conoscenza e il sangue.


In tema misticheggiante e monastico il “Cestino SantaRosa di Suor Clotilde” in sfoglia riccia di Alberto Parascandolo della Pasticceria Millestelle che ha colpito la giuria per la persistenza del limone e l’impiattamento.


Incursione finale nella sezione dedicata ai barman con la proposta di Stefano Amato del Palazzo Avino di Ravello che ha presentato una rivisitazione in chiave beverage, una scomposizione della sfogliatella tutta “da bere”. In coppette Martini, ricotta di Tramonti e miele di castagne di Scala e limoncello di Ravello, crema, rum invecchiato e polvere di cacao, un grissino di sfoglia intrecciato cacao e limone, e la sferificazione del Daiquiri all’amarena in chiave costiera amalfitana al limone.